Attenti alle mail

Ieri ho saputo che un caro amico, che se non bastasse ha già i suoi problemi conseguenti a Covid-19, è stato truffato in maniera subdola.

Gli è arrivata una mail perfettamente clonata con tutte le caratteristiche della sua banca, che lo informava che la sua carta di credito era stata clonata, contestualmente gli chiedeva di accedere al sito per cambiare il PIN in modo che non potesse essere utilizzata in maniera fraudolenta.

Ieri ha scoperto che il tutto era una truffa, gli hanno portato via una bella cifra. Allora, un consiglio a tutti, mai e poi mai nessuna banca, ente o qualsiasi si voglia vi chiederà mai di modificare on-line un qualcosa che ha a che fare con soldi. E se lo facesse (vedi paypal), verificate bene l’indirizzo di provenienza della mail, basta solo che l’estensione non sia quella originale (.it, .com ecc ecc) per cadere nell’inganno, e comunque prima di fare qualsiasi operazione, chiamate o scrivete a chi vi ha scritto per chiedere conferma della richiesta. In ogni caso NESSUNA BANCA vi chiederà mai di cambiare PIN on-line.

 

Il futuro dell’informatica passa dalla fisica quantistica

Siamo arrivati a un punto in cui anche i più potenti calcolatori classici cominciano a incontrare delle difficoltà nell’elaborazione dell’enorme mole di dati a disposizione. Per risolvere tali difficoltà ci vengono incontro i principi della meccanica quantistica, che sembra avere campi di applicazione sempre più legati alla vita quotidiana.

La pandemia da SARS – CoV2, meglio nota come COVID 19, pone quotidianamente la comunità scientifica a confrontarsi con una mole enorme di dati, di natura clinica, sanitaria, demografica, sociale, economica, con l’obiettivo prioritario di fornire una descrizione quanto più precisa possibile del fenomeno in atto.

La difficoltà principale oggi consiste nel riuscire a gestire, in tempi brevi, i dati elaborati su scala globale (BIG DATA) e trarne delle informazioni quanto più utili per l’umanità.

Ormai da decenni la gestione dei dati è strettamente legata all’evoluzione di sistemi informatizzati, il cui progresso, con il tempo, ha permesso delle elaborazioni sempre più veloci e più performanti.

Quando parliamo di capacità di un computer, siamo abituati a termini quali Megabyte (106 byte), Gigabyte (109 byte) e, in casi eccezionali, Terabyte (1012 byte). Queste grandezze ci dicono quanti dati un calcolatore può gestire.

I Big Data e il traffico di dati che si sviluppa in Internet quotidianamente, hanno imposto la definizione di nuovi ordini di grandezza; sono stati quindi introdotti il Petabyte (1015 byte), l’exabyte (1018 byte)lo zettabyte (1021 byte) e lo yottabyte (1024 byte).

Siamo quindi arrivati a un punto in cui anche i più potenti calcolatori classici cominciano a incontrare delle difficoltà nell’elaborazione tali moli di dati.

Per risolvere tali difficoltà, ci vengono incontro, ancora una volta, i principi della meccanica quantistica, che sembra avere campi di applicazione sempre più legati alla vita quotidiana.

Già da qualche anno, i più importanti brand informatici, primi fra tutti IBM e GOOGLE, hanno iniziato approfonditi studi per la costruzione di un computer quantisticoSi tratta di un computer che utilizza le leggi della fisica e della meccanica quantistica per l’elaborazione dei dati, sfruttando come unità fondamentale il quantum bit (qubit) (a differenza del calcolo elettronico, alla base dei computer come li abbiamo sempre conosciuti, la cui unità fondamentale è invece il bit).

In particolare, i quantum bit hanno alcune proprietà che derivano dalle leggi della fisica quantistica e da cui dipende il funzionamento dei computer quantistici.

Queste proprietà sono:

  • la sovrapposizione di stati, cioè l’esistenza simultanea di tutti gli stati possibili di una particella o un’entità fisica prima della sua misurazione (ciò significa che prima che venga misurato, un qubit può essere sia 0 sia 1). Solo con la misurazione è possibile definire in modo preciso la proprietà del qubit: prima che avvenga la misurazione, quindi, gli stati dei qubit coesistono e possono essere visti come una specie di “nuvola di probabilità”; questa nuvola collasserà e diventerà uno stato definito nel momento in cui verrà misurata (è lo stesso principio forse noto ai più come equazione di Schrödinger, oppure come “l’esperimento del gatto nella scatola”).

  • l’entanglement, ovvero la correlazione quantistica, che esprime il vincolo, la correlazione appunto, che c’è tra due particelle o due qubit; secondo questo principio, è possibile conoscere lo stato di una particella (o di un qubit) misurando l’altra con la quale ha il vincolo, processo che, “trasportato”, nell’informatica si traduce con una accelerazione dei processi di calcolo.

  • l’interferenza quantistica, che è di fatto l’effetto del primo principio (la sovrapposizione degli stati); l’interferenza quantistica permette di “controllare” la misurazione dei qubit basandosi sulla natura ondulatoria delle particelle (l’interferenza di fatto rappresenta la sovrapposizione di due o più onde e, a seconda che ci sia sovrapposizione o meno tra creste e ventri – ossia le parti più alte e quelle più basse dell’onda – si possono avere interferenze costruttive, quando creste o ventri coincidono e formano un’onda che è la somma delle onde che si sovrappongono, oppure interferenze distruttive, quando a sovrapporsi sono cresta di un’onda e ventre di un’altra, in questo caso le due onde si annullano a vicenda).

Sebbene dotati di capacità computazionali elevatissime, i computer quantistici presentano ancora delle criticità che ne ostacolano l’implementazione su scala commerciale. La più rilevante di tali criticità riguarda i qubit: questi, sono costituiti da singoli atomi, o piccole molecole, o minuscoli circuiti superconduttori, il cui corretto funzionamento è garantito solo a temperature bassissime. Raffreddare i qubit di un computer quantistico è quindi essenziale per garantirne l’efficienza.

Supponendo che tali criticità siano state risolte, ci si chiede quali possano essere le applicazioni pratiche di un computer quantistico.

Innanzitutto il settore della chimica farmaceutica ad esempio, un’industria che si basa su calcoli molto complessi per trovare le giuste combinazioni di molecole tra le moltissime possibili”. La struttura tridimensionale delle proteine e la loro funzione dipende dal modo in cui queste si ripiegano a partire dalla trascrizione dall’Rna messaggero. Questo processo, noto come protein folding, è molto complicato da ricostruire nei dettagli e un’elevata potenza computazionale potrebbe aiutare a svelare i meccanismi che ne stanno alla base.

Un altro campo di applicazione sarebbe quello dei problemi di ottimizzazione complicati. Tutto quello che si fa nei processi industriali si potrebbe risolvere in maniera più efficiente: “VolksWagen ad esempio ha già lavorato a processi di ottimizzazione del traffico dei taxi di Pechino. Si tratta solo di un modello, ma che dimostra il potenziale di applicazione”. Un altro esempio sono i problemi di scheduling o programmazione: “in un’industria occorre programmare la sequenza dei processi da mandare nella linea di montaggio. È un problema di ottimizzazione che diventa più complicato all’aumentare degli elementi considerati. Il computer quantistico potrà risolvere tutto in modo più efficiente”.

Altro settore ancora che gioverebbe dall’introduzione del calcolo quantistico è il quantum machine learning e dunque l’accoppiamento tra computer quantistico e intelligenza artificiale. “Esistono già algoritmi quantistici per il machine learning che promettono di essere ancora più potenti di quelli che già abbiamo a disposizione”.

Oggi non si hanno evidenze certe di quale sarà la possibile diffusione dei computer quantistici, ma è certo che queste macchine saranno sempre più presenti laddove è veramente necessario, ovvero nei centri di ricerca.

Formazione

Credo di non essere ne il primo, e non sarò l’ultimo a raccomandare la formazione, si perchè qualunque sia il tuo ruolo nella società, lavoro, scuola o sociale, una buona formazione tornerà sempre utile.

Questo è lo spunto che mi ha dato la splendida serata di ieri, dove sono stato invitato a partecipare al 2° Meetup organizzato da Interlogica, il tema era “Mente agile inside-out”, evento condotto da 2 bravissime formatrici che hanno in maniera assolutamente innovative, esplorato zone del nostro pensiero con piccole pillole estremamente interessanti per la propria professione e non solo.

Alcuni spunti fanno molto riflettere sui nostri atteggiamenti a fronte di situazioni nuove e avere dei suggerimenti utili può aiutarci a rispondere a questi eventi in maniera più efficace.

Formarsi è anche questo un modo per superare questo difficile momento.

#interlogica

Micro – Macro

 

La bellezza di questo video, fa capire che siamo il nulla e dei giganti allo stesso tempo. La nostra composizione cellulare è un mondo ancora in parte sconosciuto, ma quello che sta fuori di noi è sicuramente altrettanto se non più inimmaginabile per tutti noi. Li fuori c’è un’universo, e temo a nessuno di noi sarà dato il tempo per scoprirne la vastità. Impariamo a vivere al meglio la nostra breve vita, siamo veramente il nulla al confronto dell’universo.

Finalmente dopo 2 mesi

Oggi, dopo oltre 2 mesi, avrò la possibilità per la prima volta di vedere il mio primo nipotino, Andrea.

Si perchè dal quel benedetto 4 maggio sono passati oltre 2 mesi complice questo momento particolare che tutti stiamo vivendo. La domanda che mi sto facendo è se sarà (come io spero), nato in un momento epocale che sarà migliore di quello che finora tutti noi abbiamo vissuto.

Andrea, troverà d’avanti a se un mondo di certo cambiato, non crescerà (speriamo solo per il momento), confortato da mille abbracci di parenti e amici, non riceverà tutti i baci che qualsiasi bambino merita, non subirà passaggi di mani come fosse un pacco che tutti i bambini non amano (anche se non possono dirlo, non hanno ancora la parola).

Però ha avuto una grande fortuna, ha passato i primi 2 mesi, con accanto sempre sia il papà che la mamma, condizione difficilmente ripetibile. Ha avuto tutte le attenzioni dei propri genitori che quasi nessun bambino può permettersi per un periodo così lungo.

L’unica mia speranza, è che quella che oggi è una forzatura estetica (mascherina) che quanti da oggi potranno vederlo, sia e rimanga solo un ricordo anomalo.

Buona fortuna Andrea.

Quando usarle

Questa mattina, come spesso ultimamente, sono andato a fare un pò di corsa per mantenermi minimamente in forma, naturalmente mi sono equipaggiato della mia mascherina chirurgica.

Quello che è pazzesco, è che dopo giornate e giornate di spot, pubblicità, servizi televisivi e quantità industriale di informative in tal senso, ancora tanta, troppa gente non ha ancora capito quando e come va usata.

Si va da chi (anche in gruppo) le usa, coprendo solo la bocca e lasciando libero il naso, a chi, la usa in macchina coprendosi totalmente essendo comunque l’unico in auto. Per non parlare di chi, seppur correndo, a distanze oltre 2 metri da altri soggetti, mantiene la mascherina facendo sforzi incredibili, ma ligio al dovere…

Ricordo, la mascherina chirurgica, serve ad evitare eventuali possibilità di contaminazione ad altri, non per proteggersi da altre contaminazioni.

1 maggio

Difficilmente verrà dimenticato questo strano 1 maggio, c’è veramente poco da festeggiare. Una ricorrenza che dovrebbe essere un’inno al lavoro, quest’anno verrà ricordata per i lutti di questi ultimi mesi, e il pesante bilancio di quante persone perderanno il lavoro.

Si perchè la grande tragedia, dopo i troppi lutti di questo periodo, sono le migliaia di persone che non potranno tornare al proprio posto di lavoro. Qualcuno perchè il mercato non perdona, e dove manca una produzione, c’è subito qualcuno pronto a prendere il tuo posto. Ma sopratutto, c’è il dramma di chi non può resistere oltre senza un reddito, è fin troppo facile dire PRIMA DI TUTTO LA SALUTE, certo, nessuno discute questo, ma ci sono situazioni che andrebbero valutate con maggior flessibilità, infatti non si capisce come per esempio possano convivere anche se per qualche minuto, decine di persone su un autobus di 40mq, mentre sulla stessa dimensione, un cliente con tutte le misure di sicurezza non possa entrare in un bar.

Per non parlare dei parrucchieri, dove basta la logica dell’appuntamento singolo, seguito dai prodotti monouso o dove necessario, sterilizzare quanto usato, non si capisce cosa impedisca la loro ripartenza.

Ma si potrebbe fare un elenco infinito, in realtà, è che come molti, anche questo governo sta brancolando nel buio, non ho idea se si poteva fare meglio o se era possibile fare peggio, ma spero sinceramente di poter festeggiare il prossimo 1 maggio in un clima completamente diverso.