Occasione unica

Con la tragedia, lutti e conseguenze devastanti che questa epidemia ci ha portato e porterà ancora per un pezzo, ci è però anche data un’occasione unica per cambiare rotta.

Credo sia innegabile a tutti, che se per alcuni, il mondo come procedeva andava benissimo. Specialmente nel ricco Nord-Est, la gran parte della popolazione ha più o meno tutto quello che vuole, c’è sempre un piatto caldo a pranzo e a cena, abbiamo + o – l’auto che desideravamo, abbiamo forse una bella famiglia, una casa, un lavoro e teoricamente non ci manca nulla.

Ma ne siamo proprio sicuri ? Siamo certi che i nostri figli potranno avere le occasioni che noi abbiamo avuto, potranno averne di più o forse meno ? Quale sarà il futuro di una popolazione che con uno dei livelli di anzianità più alti al mondo, appoggia sempre di più i propri genitori a badanti/case di riposo ?

Giovani che fanno la fila per essere accettati al provino di Uomini&Donne, piuttosto che al Grande Fratello ? 50enni che lasciati a casa perchè inutili, lasciati al proprio destino senza nessun aiuto ? Politici che un giorno dicono una cosa, il giorno dopo dicono esattamente la cosa opposta ? E l’elenco potrebbe essere infinito.

Ma… è arrivato il Covid-19, che ha cambiato le carte in tavola, tutte le nostre certezze, garanzie e illusioni, spazzate via in meno di 3 mesi.

Si è chiaro ed evidente a tutti, questa tragedia ci darà un’occasione unica, quella di cambiare rotta.

Questo non vuol dire rinnegare automaticamente tutti i nostri principi, sogni, obiettivi in un colpo, ma ripensare la nostra vita e quelli dei nostri cari si. Abbiamo questa occasione, per riprendere i valori veri della vita, cominciando dall’onestà, dalla cultura, dall’amore, e mettendo da parte egoismi, ripicche, e rivalità, per dare una svolta.

Concentrandoci sulle cose importanti, dedichiamo un pò di più tempo alla lettura, alla cultura, allo stare assieme ai nostri cari. Proviamo ad essere un pò più umani, rispettare tutti, non fare i giudici su tutto, accettiamo le differenze, impariamo ad ascoltare cosa che ultimamente è sempre più rara.

Diamo il nostro contributo al cambiamento, ora o mai più. Nel dolore di questi momenti, troviamo la forza per cambiare vita, forse con qualche ora in meno di televisione e qualche buon libro in più.

Stress da Videoconferenza

Da oltre un mese, io come la maggior parte delle persone sia per lavoro, per studio o per puro contatto con persone più o meno lontane, ci siamo immersi in questa nuova modalità di comunicazione.

Personalmente ma anche per ovvi motivi professionali, avendo quasi tutti i clienti sparsi per l’Italia e pochi nella provincia di Padova, uso questi mezzi da diversi anni. Però mai come adesso, sono “costretto” a passare anche più di 4 ore al giorno in videoconferenza. Se all’inizio la cosa era obbligata e anche accettata senza problemi, negli ultimi giorni sta cominciando a diventare un piccolo problema.

Io apprezzo molto i vantaggi di questa modalità operativa, si risparmiano viaggi con evidenti vantaggi sia in termini di tempo disponibile e anche non banali benefici dal punto di vista ecologico. Però devo ammettere, io preferisco il contatto umano, il video, mai e poi mai potrà trasmettere tutta una serie di “emozioni” che solo la fisicità permette.

Se non bastasse, la videoconferenza richiede (specialmente nei piccoli numeri), un livello di stress importante, perchè in presenza di poche persone, si è indirettamente costretti a rimanere concentrati su uno strumento asettico e stancante.

Cosa diversa è per i Webminar, dove normalmente i partecipanti sono decisamente più numerosi, e dove, un’eventuale sosta di qualche minuto di qualche partecipante, non va ad influenzare la qualità dell’evento.

Un consiglio che mi sento di condividere, è quello di concordare con gli eventuali partecipanti, dei momenti di pausa predeterminati ogni almeno 40 minuti, magari riempendo un’eventuale pausa di 5 minuti con un buon brano di musica, vi posso garantire che alla ripresa, si è più rilassati e più produttivi.

Sperando questo mio consiglio possa essere d’aiuto a chi come me, è obbligato a utilizzare questi strumenti, attendiamo con pazienza il ritorno alla normalità, però senza demonizzare questo strumento che anche in condizioni di NORMALITA’, piaccia o no, useremo sempre più spesso.

Finalmente finito

Questa mattina (molto presto), ho finito questo spettacolare libro. Capitolo dopo capitolo, ho rivissuto molta della mia esperienza professionale, fino al punto di pensare che Mario conoscesse la mia storia. Invece, è una fin troppo reale fotografia di questo mondo anomalo delle startup, raccontato con una chiarezza disarmante.

Ma in particolar modo, ho apprezzato, nel capitolo Conclusioni, la parte dedicata alle donne, dove finalmente viene espressa tutta la doppia fatica che devono fare queste neopioniere dell’innovazione per emergere.

Siamo un paese che mette ancora troppi ostacoli all’imprenditoria femminile, non vanno (a mio avviso) fatte quote rosa, ma bisogna imparare a dare le pari opportunità veramente, dal gentil sesso, a mio avviso, abbiamo molto da imparare, togliamo gli ostacoli, e cresciamo assieme.